Smart Beta Case Study: Strategie per diversi profili di rischio

Capitale di rischio. Ogni investimento finanziario contiene un elemento di rischio. Pertanto, il valore e il rendimento dell’investimento sono soggetti a variazioni e il capitale iniziale non è garantito.

 


Le strategie Smart Beta possono generare diversi risultati e, se combinate tra loro, consentono agli investitori di assumere diversi profili
di rischio.

Raggiungere i propri obiettivi finanziari può essere difficile, indipendentemente dal contesto di mercato. Oggi, grazie ai progressi sul fronte tecnologico e alla proliferazione di prodotti indicizzati, stiamo assistendo all’ascesa di nuove soluzioni: le strategie Smart Beta.

Tramite le strategie Smart Beta l’investitore può puntare su: riduzione del rischio, ottimizzazione dei rendimenti, maggiore diversificazione. Malgrado la crescita del settore, spesso ai gestori viene posta la seguente domanda: come posso inserire tali strumenti nel portafoglio dei miei clienti? Di seguito analizziamo un case study in cui un gestore combina una serie di strategie multifattoriali e a volatilità minima per adeguare il portafoglio a diversi profili di rischio.

Il case study è riportato a scopo meramente illustrativo. Le strategie sono citate solo a fine informativo e non costituiscono una raccomandazione, un’offerta o un invito a comprare o vendere titoli, né ad adottare qualunque strategia di investimento. Non vi è alcuna garanzia dell’efficacia di tali strategie. Diversificazione e asset allocation potrebbero non garantire una completa protezione dal rischio di mercato. L’approccio di investimento descritto nel presente documento ha come obiettivo il controllo del rischio; tuttavia il rischio non può essere eliminato..

Problema

Un gestore utilizzava indici di mercato generali per creare portafogli ETF a basso costo in base ai profili di rischio del cliente. I portafogli originali erano costruiti mediante la combinazione degli indici S&P500 e Bloomberg Barclays Aggregate Bond Index.

Il team voleva integrare queste allocazioni sul mercato allargato con un’esposizione alle strategie Smart Beta per meglio adeguarsi ai diversi profili di rischio/rendimento dei clienti, senza rinunciare al basso costo.

Possibile soluzione

Vista l’ampia gamma di strategie disponibili, il team di investimento ha collaborato con un provider di soluzioni Smart Beta per individuare, tramite un adeguato processo di due diligence, strategie in grado di generare i risultati attesi. Il DFM ha cercato di creare portafogli che fornissero ottimi rendimenti a basso costo, integrando le posizioni esistenti con altri investimenti.

La combinazione di strategie multifattoriali e a volatilità minima ha permesso al team di costruire portafogli che vanno da approcci più conservativi (basso rischio) a strategie aggressive (rischio elevato).

Possibile soluzione

Source: Fonte: BlackRock al 31 dicembre 2018. A scopo illustrativo. Il case study è riportato a scopo meramente illustrativo. Le strategie sono citate solo a fini informativi e non costituiscono una raccomandazione, un’offerta o un invito a comprare o vendere titoli, né ad adottare qualunque strategia di investimento. Non vi è alcuna garanzia dell’efficacia di tali strategie.

Risultato

Risultato

Sfruttare strategie Smart Beta per costruire portafogli a basso costo pensati per diversi profili di rischio/rendimento.

 

La combinazione di strategie multifattoriali e a volatilità minima ci ha permesso, rispettivamente, di sovraperformare e mitigare il rischio e ci ha dato la giusta flessibilità per creare portafogli sulla base dei diversi obiettivi di rischio/rendimento.
- il gestore

I fondi non sono da ritenersi strumenti a basso rischio in senso assoluto e potrebbero non essere adatti a un investitore prudente.

Gli strumenti dell’investitore - ETF multifattoriali:cosa sono?

Outcome

Le strategie multifattoriali sono strategie Smart Beta che offrono un’esposizione a diversi fattori come value, momentum, qualità e dimensioni.


Sebbene a lungo termine i singoli fattori stilistici abbiano offerto maggiori rendimenti ponderati per il rischio, in alcune fasi del ciclo di mercato hanno prevalso fattori diversi.1 Dato che i fattori tendono ad avere una scarsa correlazione tra loro, la scelta di una strategia multifattoriale, rispetto a una monofattoriale, può mitigare le possibili oscillazioni di performance.

1. Fonte: MSCI. Foundations of Factor Investing, Jennifer Bender, Remy Briand, Dimitris Melas, Raman Aylur Subramanian

Non è possibile garantire un incremento della performance o una riduzione dei rischi nei fondi che offrono un’esposizione a determinate caratteristiche degli investimenti quantitativi (i "fattori"). In alcuni contesti di mercato l'esposizione a tali fattori di investimento potrebbe erodere la performance, anche per periodi prolungati. In simili circostanze, un fondo può cercare di mantenere l'esposizione ai fattori di investimento prefissati e non cambiare i fattori target, con il rischio di generare delle perdite.

Principali rischi:

Il rischio di investimento si concentra in specifici settori, Paesi, valute e società. Questo implica che il fondo è più vulnerabile a economie, mercati, eventi politici o normativi circoscritti.

Rischio di controparte: l’insolvenza di un istituto che offre servizi quali custodia degli asset o agisce da controparte per strumenti derivati o altri strumenti può esporre la categoria dell’azione a perdite sul mercato.

Rischio valutario: il fondo investe in altre valute. Le variazioni del tasso di cambio influiranno sul valore dell’investimento.

Rispetto a quelle avanzate, inoltre, le economie emergenti sono tendenzialmente più vulnerabili al contesto economico e politico. Tra gli altri fattori citiamo poi il rischio di liquidità, le restrizioni sull’investimento o sul trasferimento di asset e il mancato/ritardato pagamento o consegna di titoli al fondo.

Il valore delle azioni e dei titoli a esse collegati può essere anche influenzato dalle oscillazioni giornaliere del mercato azionario. Tra gli altri fattori determinanti segnaliamo le notizie politiche ed economiche, gli utili societari e importanti eventi aziendali.

La valutazione del benchmark del rating ESG (sostenibilità economica, sociale e ambientale) di un emittente è relativa agli standard delle controparti di settore. Gli investitori dovrebbero pertanto valutare personalmente i criteri ESG del benchmark prima di investire nel fondo. I filtri ESG potrebbero inoltre intaccare il valore degli investimenti del fondo rispetto a un fondo non soggetto a tale screening.

Rischio di investimento monofattoriale: gli indici con un focus monofattoriale presentano una diversificazione inferiore rispetto all’indice originario poiché prevalentemente esposti a un singolo fattore. Pertanto saranno più esposti ai movimenti di mercato legati al fattore in questione. Il fondo dovrebbe quindi essere preso in considerazione nel quadro di una strategia di investimento più ampia.

Gli indici con un focus monofattoriale presentano una diversificazione inferiore rispetto all’indice originario, pertanto sono più esposti ai movimenti di mercato legati al fattore in questione. Il fondo dovrebbe essere preso in considerazione nel quadro di una strategia di investimento più ampia.

Rischio di metodologia dell’indice: anche se il benchmark è stato creato per selezionare titoli dell’indice originario in base ai recenti aumenti dei prezzi, presupponendo che tali rialzi continueranno, non vi è alcuna garanzia circa il raggiungimento dell'obiettivo.

Sebbene il benchmark punti a investire in titoli dell’indice originario con buone valutazioni, non vi è alcuna garanzia circa il raggiungimento dell’obiettivo.

Rischio di liquidità: una liquidità scarsa indica che non ci sono abbastanza acquirenti o venditori per consentire al fondo di vendere o acquistare titoli tempestivamente.

Rischio di investimento multifattoriale: gli indici con un focus multifattoriale presentano una diversificazione inferiore rispetto all’indice originario, poiché si concentrano su quattro stili di investimento, anziché su un’esposizione al mercato allargato. Pertanto sono più esposti ai movimenti di mercato legati ai fattori in questione. Il fondo dovrebbe perciò essere preso in considerazione nel quadro di una strategia di investimento più ampia.

I titoli di private equity possono essere influenzati dalle oscillazioni giornaliere del mercato azionario, da notizie politiche ed economiche, da utili aziendali e da importanti eventi aziendali. Le società di private equity possono essere esposte a maggiori rischi, tra cui livelli di indebitamento più elevati, distribuzione poco chiara del rischio, perdite sul mercato del private equity e limitazioni all’acquisto e alla vendita tempestivi degli investimenti sottostanti.

Le azioni delle società più piccole solitamente scambiano a volumi inferiori e sono soggette a variazioni dei prezzi più significative rispetto a quelle delle aziende più grandi.

Rischio di volatilità: il fondo replica un indice che comprende titoli storicamente caratterizzati da una scarsa volatilità. L’espressione “volatilità minima” a cui rimanda il nome del fondo fa riferimento all’esposizione all’indice sottostante e non al prezzo di trading. Non vi è alcuna garanzia che il prezzo di mercato delle azioni del fondo sarà soggetto a una bassa volatilità.

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