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Perché indicizzare le tue obbligazioni?

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Perché indicizzare le tue obbligazioni?
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I falsi miti dell’indicizzazione nel reddito fisso.
7 miti da sfatare su indicizzazione ed ETF in ambito obbligazionario
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Guida all’indicizzazione in ambito obbligazionario.
Comprensione, adozione e confronto di benchmark a reddito fisso.
Selezione
Grazie ai fondi indicizzati è possibile scegliere tra un'ampia gamma di esposizioni ampie o mirate.
Diversificazione
Accesso immediato ai mercati a reddito fisso on demand: migliaia di bond in una singola operazione.
Valore
Una gamma completa di fondi convenienti con un prezzo trasparente.
Trasparenza
Strumenti regolamentati che offrono un quadro chiaro della composizione e dei rischi delle esposizioni.
Capitale a rischio. Ogni investimento finanziario ha in sé un elemento di rischio. Pertanto, il valore e il reddito dell’investimento sono soggetti a variazioni e il capitale iniziale non è garantito.

Diversificazione
Diversificazione e asset allocation potrebbero non garantire una protezione totale dal rischio di mercato.

Dati

I fondi indicizzati rappresentano ancora una porzione contenuta del mercato obbligazionario.
I fondi indicizzati che investono nel reddito fisso hanno un ampio margine di crescita dato che attualmente costituiscono appena il 3% dell’universo fixed income.
Fonte: BlackRock al 31 dicembre 2017

Come indicizzare il portafoglio

Le due tipologie più comuni di fondi indicizzati sono gli exchange traded funds (ETF) e i fondi comuni indicizzati. Nonostante le molte similitudini occorre tener presenti alcune differenze fondamentali.
ETFs
Fondi comuni indicizzati
Costruzione del portafoglio
Un insieme di titoli gestiti professionalmente che mira a replicare un indice regolamentato.
Un insieme di titoli gestiti professionalmente che mira a replicare un indice regolamentato.
Acquisto e vendita
Su una borsa, come per le azioni.
Directement auprès du fournisseur de fonds.
Valorisation des parts
Prezzo stabilito dal mercato durante la giornata negli orari di apertura delle borse.
Valore patrimoniale netto (NAV) fissato una volta al giorno dopo la chiusura delle contrattazioni.
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7 miti da sfatare su indicizzazione
ed ETF in ambito obbligazionario
Mito 1
Gli indici fixed income attribuiscono il peso maggiore agli emittenti più indebitati, cioè a quelli più rischiosi.
Realtà 1
Le ponderazioni più consistenti negli indici fixed income riguardano solitamente grandi società blue chip come avviene per gli indici azionari.
Mito 2
I gestori di fondi indicizzati sono costretti ad acquistare e vendere sulla base di indici inefficienti che vengono ribilanciati solo a fine mese.
Realtà 2
I fondi indicizzati sono gestiti da portfolio manager che attuano un processo di investimento più flessibile rispetto a quello del benchmark. Non hanno infatti vincoli di acquisto e vendita e possono partecipare alle nuove emissioni sul mercato.
Mito 3
I gestori di fondi indicizzati obbligazionari sono soggetti a costi di transazione a causa dell’alto numero di operazioni volte a replicare l’indice di riferimento.
Realtà 3
Di norma, i fondi indicizzati presentano un turnover inferiore rispetto sia all’indice sottostante che ai fondi a gestione attiva della medesima categoria.
Mito 4
Per definizione gli indici obbligazionari non sono flessibili o reattivi e quindi nel breve periodo privano gli investitori di opportunità tattiche o di protezione in contesti di mercato sfavorevoli.
Realtà 4
Un investitore può avvalersi di svariati strumenti indicizzati, come gli ETF, al fine di creare un portafoglio su misura che si adatti ai suoi obiettivi di investimento.
Mito 5
Il reddito fisso è un’asset class eccessivamente ampia, ci sono troppi bond perché l’indicizzazione sia efficace.
Realtà 5
Gli ETF hanno dimostrato di poter replicare le caratteristiche di rischio/rendimento del proprio benchmark in svariati settori a reddito fisso.
Mito 6
Gli investitori passivi e quelli “non economici” (cioè quelli con obiettivi diversi dalla generazione di alfa, come banche centrali e assicurazioni), prendono decisioni non ottimali creando numerose distorsioni e quindi opportunità per i gestori attivi.
Realtà 6
La convinzione che l’indicizzazione crei mercati con valutazioni inefficienti è errata; gli investimenti indicizzati infatti costituiscono solo il 2% circa del mercato.
Mito 7
I gestori attivi fixed income superano costantemente i relativi benchmark e le strategie passive sfruttando le inefficienze del mercato obbligazionario.
Realtà 7
Numerosi fondi attivi puntano su investimenti in settori più rischiosi al fine di sovraperformare il benchmark nelle fasi rialziste: questo potrebbe determinare maggiori rischi in caso di ribasso dei mercati.
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