Come scegliere gli ETF/ETC

Molte sono le considerazioni da fare quando si sceglie l’ETF / ETC giusto per un portafoglio.

II costo è chiaramente un fattore importante ma esistono altri elementi da considerare, come per esempio:

  • Sapere cosa possiede l’ETF
  • Considerare i costi totali
  • Esaminare la liquidità
  • Valutare correttamente il prodotto
  • Valutare l’emittente

Scegliere l’ETF giusto

  • Approfondisci

    Sapere cosa possiede l’ETF

    È importante ricordare che ogni indice è unico. Due indici che coprono aree simili del mercato (anche con nomi dal suono simile) possono essere molto diversi tra loro e il loro profilo di rischio/rendimento sarà unico. Questo aspetto avrà delle implicazioni a livello di performance.

    Ogni provider di indici stabilisce i propri criteri per definire l’universo degli indici. Per gli ETF azionari, le principali differenze nelle metodologie di costruzione degli indici sono: il numero di titoli in portafoglio, la capitalizzazione di mercato, lo stile e la composizione del settore. Per gli ETF obbligazionari, gli emittenti creano gli indici sulla base di criteri come la qualità del credito e la relativa scadenza. Comprendere queste differenze può contribuire a far sì che i portafogli contengano l’ETF giusto per il tipo di necessità d’investimento del cliente.

    Considerare i costi totali

    I costi sono un elemento importante quando si seleziona un ETF. Si può comprendere come il TER (Total Expense Ratio, ossia il costo totale che è necessario sostenere in genere per i costi di gestione del fondo, i costi di custodia, quelli di licenza d’uso dell’indice di riferimento, nonché i costi operativi) costituisca parte integrante del processo decisionale. Il TER dell’ETF rappresenta, tuttavia, solo uno degli elementi dei suoi costi totali. Gli investitori dovrebbero considerare anche l’impatto di altri costi impliciti, come i costi di negoziazione e di ribilanciamento del portafoglio. D’altro canto, i gestori di portafoglio degli ETF possono intraprendere una serie di azioni che comporteranno dei rendimenti aggiuntivi, utilizzabili per ridurre questi costi, come, per esempio, il prestito titoli. Ogni attenta valutazione delle diverse caratteristiche degli ETF dovrebbe tenere conto anche del probabile impatto di tali fonti supplementari di rendimento.

    Abbiamo approfondito l’argomento dei costi nella nostra sezione Considerazioni sull’utilizzo degli ETF.

    Esaminare la liquidità

    La liquidità di un ETF è un altro aspetto importante. Più un ETF è liquido e più facile ed efficiente dal punto di vista dei costi sarà negoziarlo. Viceversa, la scarsa liquidità può tradursi in difficoltà di ingresso e uscita da determinate posizioni, oltre a incidere sui costi di negoziazione.

    Gli ETF offrono due livelli di liquidità: la liquidità tradizionale presente sulla borsa oppure OTC (entrambi definiti come i mercati secondari degli ETF) e la liquidità del mercato primario attraverso il meccanismo di creazione/riscatto. Tale meccanismo permette ai Partecipanti Autorizzati (PA) di scambiare panieri di titoli o liquidità con quote di ETF (e viceversa) senza un impatto significativo sul mercato sottostante. Questa capacità di creare o riscattare le azioni in qualsiasi momento fa in modo che il prezzo dell’ETF sia in linea con il NAV (Net Asset Value) sottostante e che la sua liquidità derivi principalmente dai titoli sottostanti all’interno dell’ETF.

    Mentre la maggior parte degli investitori opera sul mercato secondario, sia il mercato primario sia quello secondario devono lavorare bene per garantire un mercato efficiente, con spread ridotti che si traducono in costi più contenuti. Due sono le domande da porsi per stabilire quale sia il modo migliore di negoziare un ETF.

    Che cos’è lo spread?

    Lo spread di un ETF è la differenza tra il bid e l’ask, è il costo per l’investitore, imposto dal market maker, per comprare o vendere l’ETF. Lo spread dovrebbe essere il più possibile ridotto e vicino al prezzo medio per fare in modo che il prezzo di acquisto/vendita sia concorrenziale.

    Che cos’è la profondità di mercato?

    La profondità di mercato è data dalla quantità di ordini che un investitore può eseguire. Se, ad esempio, il book di negoziazione indica che un investitore può acquistare/vendere 10.000 quote di un ETF, fino a quel quantitativo è possibile acquistare senza dover considerare altre possibilità di esecuzione. Operazioni più consistenti (generalmente, maggiori del 20% rispetto al volume medio giornaliero o cinque volte maggiori dell’order book medio) potrebbero richiedere una transazione OTC diretta con un market maker.

    Valutare correttamente il prodotto

    La forte crescita del mercato degli ETF negli ultimi anni ha portato allo sviluppo di una serie di nuovi prodotti. Ogni prodotto ha la sua struttura, la sua esposizione, il suo rischio, i suoi aspetti fiscali e il suo domicilio che lo rendono unico e così gli investitori devono orientarsi tra questi aspetti prima di scegliere il prodotto più adatto alle loro esigenze. In particolare, gli investitori dovrebbero controllare se stanno acquistando un ETF cash-based oppure swap-based e, per quest’ultimo, dovrebbero verificare il tipo di fondo swap-based (se con controparte singola o multipla, se con posizione senza collaterale oppure "over collateral").

    Abbiamo approfondito l’argomento sugli ETF swap-based nella nostra sezione Strutture diverse.

    Valutare l’emittente

    L’esperienza conta. L’esperienza e l’impegno possono variare in modo significativo tra emittenti di ETF e queste differenze possono avere un impatto sulla performance in diverse aree. Gli investitori dovrebbero valutare alcuni aspetti dell’emittente:

    1. Le economie di scala legate alle operazioni per ridurre i costi e gestire l’impatto del mercato

    2. La capacità di replica nella gestione di portafogli indicizzati, per ridurre il tracking error e i costi di negoziazione

    3. L’impegno nell’offrire un servizio di supporto e di risorse per gli investitori, gli intermediari e per chi partecipa al mercato

    4. La conoscenza della metodologia e della costruzione dell’indice

    5. L’impegno nello sviluppo dei prodotti.

    Gli emittenti di ETF devono avere una vasta esperienza nella gestione di investimenti indicizzati, abilità comprovate nella gestione di portafogli e team di ricerca dedicati. Dovrebbe essere altrettanto importante anche l’impegno degli emittenti di ETF nell’aggiornare gli investitori che operano sul mercato primario e secondario circa i nuovi sviluppi del settore.

Scegliere l’ETC giusto

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    Sapere cosa possiede l’ETC

    È importante sapere a quale tipo di esposizione si va incontro attraverso l’acquisto di un ETC. Un ETC può essere emesso sulla base di riserve fisiche della materia prima di riferimento oppure basato su strumenti derivati. Gli investitori devono essere in grado di stabilire se l’ETC offre un’esposizione al metallo fisico sottostante, come per esempio l’oro, oppure se l’ETC utilizza contratti futures per replicare il prezzo spot della commodity di riferimento. Gli ETC (anche con nomi simili) possono essere molto diversi tra loro e il loro profilo di rischio/rendimento è unico. Questo aspetto ha delle implicazioni a livello di performance. La maggior parte degli ETC con sottostante fisico sono su metalli preziosi come oro, argento, platino e palladio. I metalli preziosi sono ideali come struttura fisica sottostante, poiché si tratta di strumenti facili da valutare e relativamente poco costosi da immagazzinare.

    Considerare i costi totali

    I costi sono un elemento importante quando si seleziona qualsiasi strumento. Si può comprendere come il TER (Total Expense Ratio, ossia il costo totale da sostenere in genere per i costi di gestione del prodotto, di custodia, di licenza di utilizzo dell’indice di riferimento nonché i costi operativi) costituisca parte integrante del processo decisionale. Tuttavia, il TER dell’ETC rappresenta solo uno dei componenti dei costi complessivi.

    Gli ETC offrono agli investitori un accesso contenuto nei costi alle commodity; per esempio, nel caso dell’oro, il costo dell’ETC include il TER, la commissione del broker e lo spread. In alternativa, l’acquisto di lingotti d’oro rappresenta un’operazione leggermente più complessa e richiede all’investitore la ricerca di un dealer di lingotti adeguato in grado di occuparsi dello stoccaggio, ecc...

    Esaminare la liquidità

    La liquidità di un ETC è un altro aspetto importante. Più un ETC è liquido e più facile ed efficiente dal punto di vista dei costi sarà negoziarlo. Viceversa, la scarsa liquidità può tradursi in difficoltà di ingresso e uscita da determinate posizioni, oltre a incidere sui costi di negoziazione.

    Gli ETC offrono due livelli di liquidità: la liquidità tradizionale presente sulla borsa oppure OTC - Over the Counter - (entrambi definiti come mercati secondari degli ETF) e la liquidità del mercato primario attraverso il meccanismo di creazione/riscatto. Questo meccanismo di creazione/riscatto permette ai Partecipanti Autorizzati (AP) di scambiarsi metalli fisici per i titoli emessi dall’ETC (e su rimborso) senza un impatto significativo sul mercato sottostante. Questa capacità di creare o riscattare i titoli in qualsiasi momento fa in modo che il prezzo dell’ETC sia in linea con il NAV (Net Asset Value) sottostante e che la sua livello di liquidità sia generalmente pari a quella delle partecipazioni sottostanti.

    Mentre la maggior parte degli investitori opera sul mercato secondario, ossia sulle borse valori o sull’OTC (Over The Counter) sia il mercato primario sia quello secondario devono lavorare bene per garantire un mercato efficiente, con spread ridotti che si traducono in costi più contenuti. Due sono le domande da porsi per stabilire quale sia il modo migliore di negoziare un ETC.

    Che cos’è lo spread?

    Lo spread di un ETC è la differenza tra il bid e l’ask, è il costo per l’investitore, imposto dal market maker, per comprare o vendere l’ETC. Lo spread dovrebbe essere il più vicino possibile al prezzo medio per fare in modo che l’acquisto/vendita sia concorrenziale.

    Che cos’è la profondità di mercato?

    La profondità di mercato è data dalla quantità di ordini che un investitore può eseguire. Se ad esempio il book di negoziazione indica che un investitore può acquistare/vendere 10.000 quote di un ETF, fino a quel quantitativo è possibile acquistare senza dover considerare altre possibilità di esecuzione. Operazioni più consistenti (generalmente, maggiori del 20% rispetto al volume medio giornaliero o cinque volte maggiori dell’order book medio) potrebbero richiedere una transazione OTC diretta con un market maker.

    Valutare correttamente il prodotto

    La forte crescita del mercato degli ETC negli ultimi anni ha portato allo sviluppo di una serie di nuovi prodotti. Ogni prodotto ha la sua struttura, la sua esposizione, il suo rischio, i suoi aspetti fiscali e il suo domicilio che lo rendono unico e così gli investitori devono orientarsi tra questi aspetti prima di scegliere il prodotto più adatto alle loro esigenze. In particolare, gli investitori devono verificare se stanno acquistando un ETC con sottostante fisico o basato su uno strumento derivato.

    Valutare l’emittente

    L’esperienza conta. Le dimensioni, le economie di scala, l’esperienza e l’impegno possono variare in modo significativo tra emittenti e queste differenze possono avere un impatto sulla performance in diverse aree. Gli investitori dovrebbero valutare alcuni aspetti dell’emittente:

    1. Le economie di scala legate alle operazioni per ridurre i costi e gestire l’impatto del mercato

    2. Le capacità di gestione di ETF o ETC, e le tecniche per ridurre il tracking error e i costi di negoziazione

    3. L’impegno nell’offrire un servizio di supporto e di risorse per gli investitori, gli intermediari e per chi partecipa al mercato

    4. L’impegno nello sviluppo dei prodotti.

    Gli emittenti di ETC devono avere una vasta esperienza nella gestione di investimenti, abilità comprovate nella gestione di portafogli e team di ricerca dedicati. Dovrebbe essere altrettanto importante anche l’impegno degli emittenti di ETC nell’aggiornare gli investitori che operano sul mercato primario e secondario circa i nuovi sviluppi del settore.

PRIMA DI INVESTIRE LEGGERE ATTENTAMENTE IL PROSPETTO, IL KIID E IL DOCUMENTO DI QUOTAZIONE, disponibili su www.ishares.it e su www.borsaitaliana.it. Gli investimenti in iShares possono non essere adatti a tutti i tipi di investitori. BlackRock non garantisce i rendimenti delle azioni o dei fondi. Il prezzo degli investimenti (che possono essere trattati in mercati ristretti) può salire o scendere e gli investitori potrebbero non recuperare l’intero capitale investito. Il reddito generato da tali investimenti non è fisso e può essere soggetto ad oscillazioni. I rendimenti passati non possono considerarsi indicativi dei risultati futuri. Il valore degli investimenti che comportano un’esposizione in valute estere può variare a seconda dei movimenti dei cambi. Si fa presente che le aliquote d’imposta, la base imponibile e le esenzioni fiscali possono variare nel tempo.